Cari cuginetti, zietto collana e parenti vari . Mentre facevo ricerche nella biblioteca ho trovato il diario di Emilio Isidoro “ il sognatore “ Ombrafiorita . Leggete fino alla fine
Dal diario di Emilio I.
Roma 13/11/1771
Dopo un lungo viaggio nella terra Australe, sono tornato a Roma. E chi trovo a casa la cara Ermengarda che discuteva con Amelia dei Ripa. Amelia si vantava che le sue feste di Capodanno erano le più belle e le meglio frequentate da parte dei nobile romani.
Ermengarda era viola dalla rabbia. Leggendogli nella mente sentivo la sua furia aumentare ad ogni parola della “nobil donna “ . Purtroppo non ha segreti per me, carino lo stalliere, meglio lasciar stare prima di cadere nell’indecente.
Ermengarda si girò e mi guardò, ormai lo conoscevo bene quello sguardo “Per favore aiutami ad uscire da questa situazione non ne posso più delle “quanto sono belle le sue feste ,i suo amanti , dei suoi terreni strepitosi e di tutti i suoi strepitosi eccetera eccetera, prima che la riduco ad un tizzone ardente.”
A quel punto l’orgoglio di famiglia chiedeva vendetta e la invitai alla più strepitosa festa di Capodanno che Roma avesse mai visto.
Strano il suo comportamento si alzo stizzita e usci di casa così velocemente che non feci neanche in tempo a salutarla.
Ermengarda mi guardava cercando di capire se stavo scherzando o dicevo sul serio.
Gli ho detto di non preoccuparsi e che in Australia avevo imparato un pò di nuovi trucchetti che ci avrebbero aiutato.
Dal diario di Emilio I.
Roma 14/11/1771
Ermengarda questa mattina era irrequieta . Ormai la tensione si legge chiaramente sul suo viso.
Non ti preoccupare Erme ci pensa il tuo fratellino a far fare buona figura alla famiglia.
Il suo sguardo non è stato dei più fiduciosi.
Mi sono fatto portare un po’ di fogli di carta e dell’inchiostro.
Dal diario di Emilio I.
Roma 15/11/1771
Le lettere che ho scritto questa notte sono state spedite.
La sorellina finalmente mi ha datto il ben tornato. Ci sono voluti solo due giorni questa volta.
Poi mi chiese cosa avevo in mente.
Gli ho detto di non preoccuparsi e di lasciarmi fare.
Dal diario di Emilio I.
Roma 24/12/1771
Ormai manca solo una settimana, tutti gl’inviti sono stati spediti e le risposte alle mie 10 lettere sono arrivate. Procede tutto come da dovere e questa sera inizia la prima fase del piano.
Ermengarda ormai ha i nervi a fior di pelle. Mi ha affrontanto con fare minaccioso, chiedendomi cosa avevo in mente.
E a questo punto perché spiegarlo, meglio mostrarglielo.
Il suo furore si cambio in euforia e gioia.
Dal diario di Emilio I.
Roma 31/12/1771
Finalmente i miei ospiti sono arrivati li ho fatti accomodare nella casa della servitù.
Il piano è giunto all’ atto finale
Il mio vecchio amico Anselmo e sua moglie stanno adattando gli abiti e le tavole stanno per essere imbandite
Tra un po’ sarà ora di andare in scena.
Lungo il viale le torce sono state accese e tra un po’ arriveranno i miei ospiti.
Merda merda merda
Dal diario di Emilio I.
Roma 01/01/1772
Questo pomeriggio quando mi sono svegliato, con un po’ di terrore e un po’ di gioia.
Terrore perché le cose sono andate troppo bene, gioia perché le cose sono andate anche bene.
Qualche ricordo finalmente riaffiora dal troppo vino bevuto.
La Contessa Amelia dei Ripa era arrivata per ultima, come le tutte prime donne, si fanno aspettare.
Quando entrò nella gran sala la sua presenza attirò tutta l’attenzione su di e le sue splendide cortigiane.
Forse si era portata la compagnia per poter sparlare con qualcuno, ma per sua sfortuna avevo i miei amici che mi facevano da spalla.
Quando il primo si presentò alla baronessa si presento come “ Il sultano delle Isole Bilboa “ lo so che non esistono però, contavo sull’ignoranza della baronessa, e per fortuna lo è.
Poi arrivo la Reggina Mariunna un piccolo stato dalle parti dell’Australia.
La serata è continuata con balli, cibo, e vino in quantità.
Ermengarda non stava più nella pelle, sapeva cosa avevo in mente.
La festa in realtà non era stata che una banale festa. Però tutti si stavano divertendo.
Adesso toccava a me.
Feci allontanare la Contessa con un pretesto, vedi il figlio bello e aitante del sultano di Bilboa. Quando si chiusero in camera il mio complice gli fece bere un buon bicchiere di vino un po’ modificato con una polverina un po’ speciale. Che la fece cadere in un lieve sonno, e a quel punto sono entrato io in gioco.
Certo che quei aborigeni mi hanno insegnato bene.
Gli feci sognare di tornare nel salone ma quando aprì la porta la sala era sparita.
Si trovò in un posto tutto polveroso e pieno crateri e gl’invitati che si erano fermati a guardare, una pendola che stava sospesa a mezz’aria.
La ormai sbalordita Contessa rimase ancora più a bocca aperta quando in cielo invece di vedere la Luna vide una strana palla blu.
Amelia si voltò verso di me e mi chiese dove eravamo ed io gli risposi con tutta la calma “siamo sulla luna , le avevo detto che sarebbe stata una festa speciale” a questo punto, la nobil donna svenne tra le mie braccia.
Quando si riprese tutto era finito, tranne che la festa che durò fino alle 9 del mattino dopo.
In serata mi sono arrivati i complimenti da parte di Ermengarda. I suoi ospiti si erano divertiti.
Dal diario di Emilio I.
Roma 02/01/1772
Caro Enrico quando leggerai questo diario di allo zietto di passare nel deserto centrale australiano li ci sono degli indigeni molto simpatici.
Prima o poi ci ritroveremo.
Emilio Isidoro “ il sognatore “ Ombrafiorita
venerdì 9 novembre 2007
giovedì 1 novembre 2007
Piove... Il cielo è grigio e piove... Guardo fuori e mi sento malinconica. Dovrei sistemare la mia camera. Chiederò ad Aristide di aiutarmi quando avrà finito di sfaccendare in cucina. Ma che starà facendo mai? Sempre rape, solo rape, pranzo e cena rape. Parigi... Quanti ricordi... Mi manca il lusso e la spensieratezza di quei giorni... Quei giorni che non sembrano più appartenermi. Questa è la mia nuova vita. Rape, 1 filtro di te per 6 persone, tende rotte, divani laceri. Ma finalmente, dopo anni, mi sento a casa, forse più di quanto non mi sia mai sentita, neppure a Parigi. Finalmente ho la famiglia che non ho mai avuto e per quanto siano matti mi vogliono bene. Sento ancora l'odore di bruciato delle mie splendide scarpe D&G... Angelo e i suoi moralismi del cavolo... Quelle scarpe mi erano costate € 8.000,00 ed erano pezzi quasi unici... Non ho avuto ancora il coraggio di buttarle, ma sono sicura che Aristide prima o poi me le farà sparire... Basta! Andrò a cercare lo zio così magari gli chiedo di insegnarmi qualcosa di interessante sulle varie erbette che crescono in giardino...
mercoledì 24 ottobre 2007
domenica 7 ottobre 2007
mercoledì 5 settembre 2007
Grazie
Questo lo dedico al mio grande amico. a colui che mi ha dato una mano a mettere pace tra Angelo e Alex. Spike
sabato 16 giugno 2007
La principessa nera
Che giornataccia, sono andato a cercare un lavoro.
Ma ché, grazie alla fama che mi ha fatto, quel bastardo di Reich, di lavoro non se ne trova.
Come vedo casa da lontano, capisco che la mia cuginetta ha organizzato un’altra festa.
Mi avvio verso casa e una musica mi raggiunge le orecchie
Ma che palle ste canzoni anni 80. Ci saranno tutti i suoi amici in giro ubriachi, che vomiteranno ovunque escluso che nel cesso. Meglio evitarli .
Passo da dietro, La porta cigola entro vicino da un ripostiglio sulla mia destra, sento dei mugugni. Ormai mi aspetto di tutto:fantasma ,succubus e cose simili.
Apro la porta pronto a tutto ma …………
Gli amici di Evelin sono arrivati fino qui. “Scusa il disturbo” e richiusi la porta, fu l’unica cosa che sono riuscito a dire dopo quello che avevo visto
object width="425" height="350">
Questa casa è sempre più strana.
Mentre mi avvicino alla scala per salire in camera sento la musica che aumenta, e più aumenta e più la gente parla urlando. Mmmmmmm adesso capisco, vedo Mc Farland che scappa inseguito da una bottiglia (naturalmente vuota ) scagliata da qualche ragazza.
Arrivo al primo piano (domani quella cuginaccia gli farò un bel discorsetto)
AaAaAaAaHhHhHhHhHhHhHhH
Maledetto bastardo lui è peggio di Reich, il mio incubo la mia nemesi.
Adesso visto che non c’è nessuno lo fulmino mmmmm anzi no lo brucio oppure lo annego comunque adesso faccio qualcosa di tremendo. Anche perché sono il mago più potente dell’universo.
“Scusa sai dove sia un bagno libero?” Una voce soave come il canto di un angelo proviene da dietro le spalle.
Dovevo aver l’ espressione da ebete o giù di li perché quando mi girai lei sorrise. Avevo ancora il mio nemico alle spalle pronto per il più terribile e terrificante scontro che sarebbe rimasto nella storia di questa casa e di questa casata.
La tipa mi passa di fianco e indicando il ratto demoniaco, “Hai paura di lui? Eppure è così piccolino peserà pochi grammi” Si avvicino al terribile mostro e lo prese per la coda.
Il mostro era catturato. La mia principessa azzurra anzi nera, come il vestito lungo che indossava mi aveva salvato. Aveva dei disegni in bianco, tutti fiori enormi mi faceva pensare a quello che avevi visto alla mamma quand’ero piccolo.
La mia eroina aprì una finestra e lascio cadere giù nel giardino.
“Adesso sei in debito con me,mi devi dire dove sta il bagno,altrimenti lo vado a riprendere”.
A quella minaccia indicai il bagno che come al solito è infondo a destra. L’accompagnai ed entrò.
Io voltai alle spalle alla porta me ne andai
E questa fu la prima volta che conobbi la mia futura ragazza,Giorgia.
La mia principessa nera
Ma ché, grazie alla fama che mi ha fatto, quel bastardo di Reich, di lavoro non se ne trova.
Come vedo casa da lontano, capisco che la mia cuginetta ha organizzato un’altra festa.
Mi avvio verso casa e una musica mi raggiunge le orecchie
Ma che palle ste canzoni anni 80. Ci saranno tutti i suoi amici in giro ubriachi, che vomiteranno ovunque escluso che nel cesso. Meglio evitarli .
Passo da dietro, La porta cigola entro vicino da un ripostiglio sulla mia destra, sento dei mugugni. Ormai mi aspetto di tutto:fantasma ,succubus e cose simili.
Apro la porta pronto a tutto ma …………
Gli amici di Evelin sono arrivati fino qui. “Scusa il disturbo” e richiusi la porta, fu l’unica cosa che sono riuscito a dire dopo quello che avevo visto
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Questa casa è sempre più strana.
Mentre mi avvicino alla scala per salire in camera sento la musica che aumenta, e più aumenta e più la gente parla urlando. Mmmmmmm adesso capisco, vedo Mc Farland che scappa inseguito da una bottiglia (naturalmente vuota ) scagliata da qualche ragazza.
Arrivo al primo piano (domani quella cuginaccia gli farò un bel discorsetto)
AaAaAaAaHhHhHhHhHhHhHhH
Maledetto bastardo lui è peggio di Reich, il mio incubo la mia nemesi.
Adesso visto che non c’è nessuno lo fulmino mmmmm anzi no lo brucio oppure lo annego comunque adesso faccio qualcosa di tremendo. Anche perché sono il mago più potente dell’universo.
“Scusa sai dove sia un bagno libero?” Una voce soave come il canto di un angelo proviene da dietro le spalle.
Dovevo aver l’ espressione da ebete o giù di li perché quando mi girai lei sorrise. Avevo ancora il mio nemico alle spalle pronto per il più terribile e terrificante scontro che sarebbe rimasto nella storia di questa casa e di questa casata.
La tipa mi passa di fianco e indicando il ratto demoniaco, “Hai paura di lui? Eppure è così piccolino peserà pochi grammi” Si avvicino al terribile mostro e lo prese per la coda.
Il mostro era catturato. La mia principessa azzurra anzi nera, come il vestito lungo che indossava mi aveva salvato. Aveva dei disegni in bianco, tutti fiori enormi mi faceva pensare a quello che avevi visto alla mamma quand’ero piccolo.
La mia eroina aprì una finestra e lascio cadere giù nel giardino.
“Adesso sei in debito con me,mi devi dire dove sta il bagno,altrimenti lo vado a riprendere”.
A quella minaccia indicai il bagno che come al solito è infondo a destra. L’accompagnai ed entrò.
Io voltai alle spalle alla porta me ne andai
E questa fu la prima volta che conobbi la mia futura ragazza,Giorgia.
La mia principessa nera
domenica 10 giugno 2007
Un poco di c..o


Mi sveglio alla luce del sole che filtra dalle tende logore .
Stamattina e tutto più bello ,la vernice screpolata delle pareti ,le macchie di umidità del soffitto le tavole dissestate del parquet.
L’acqua del catino è fredda. Meglio così, l’uso di tutta quella magia mi ha ridotto come una di quelle serate nei pub scozzesi. Mi vesto con i panni puliti, trovati piegati e appoggiati sulla sedia .
Mentre scendo le scale, mi accorgo del silenzio profondo che c’è nella casa .
Beh come al solito i cugini staranno ancora a dormire.
“Buongiorno signorino Enrico Maria Onofrio R. Ombrafiorita si accomodi in sala il suo tè è pronto”.
Sono anni che conosco Aristide e ancora non ho capito come fa a farci trovare la colazioni, pranzi, cene e tutto quello di cui abbiamo bisogno prima di chiederlo, tutto pronto al momento giusto.
Entro in sala e mi siedo sul sofà polveroso. La mia attenzione viene attirata dei rumori che provengono dal giardino.
Ma guardali tutti i miei cuginetti, si stanno tutti dando un gran da fare. Chi con pala chi con la magia ,per fare le fosse per qui poveri idioti che ci davano la caccia. Un gran furore mi colpisce al ricordo di quando ho scatenato tutta il mio potere su quei poveretti. E’ stato come vedere uno tsunami di fuoco. Da prima solo un po’ di fumo , poi come un’onda che si alza e si sposta in avanti sempre più veloce, il muro di fuoco travolge tutti e tutto riducendo il tutto in fertilizzante, utile per le prossime stagioni. Ma la fine peggiore è stata dei secondi tutti quelli che hanno avuto 2 sec di vita in più. E il loro ultimo pensiero è stato” Ma questa magia può essere solo il frutto del mago più potente dell’ universo “ tra un po’ ci credo anch’io d’essere il mago più potente del mondo(ma forse lo sono).
Per la prima volta, da quando sono stato licenziato, mi sento veramente in vacanza. Non voglio vederli oggi , voglio un po’ evadere.
Finisco di mangiare , mi dirigo in cucina e sposto il frigorifero. “Aristide quando esco chiudi la porta ci vediamo dopo. Ah già dimenticavo di ai parenti che sono ancora a dormire. Ciao.”
“Va bene signorino Enrico Maria Onofrio R. Ombrafiorita farò come lei vuole. Buona giornata.”.
Il tunnel fila dritto fino al cimitero del Verano. La tomba di famiglia è come l’abbiamo lasciata l’ultima volta. Piove. La mia solita fortuna ,non voglio tornare indietro aspetterò qui che spiova.
Noto una cosa che prima non avevo notato, i nomi scritti sui fornetti non sono della famiglia.
Ildebrando Onofri, Isidoro Alessi, Edmondo Purccu. Le date del decesso vanno dal 1719 all’ultima 1920.
Ma chi saranno? Comunque sia ,sicuramente avranno avuto a che fare con la nostra famiglia .
La cappella, non molto pulita, anzi sembra che siano decenni che nessuno la pulisca.
Fuori la pioggia continuava a cadere che fare per passare il tempo? Idea adesso esco e vado a rimediare qualcosa per pulire, almeno faccio passare un po’ di tempo .
In poco tempo rimedio tutto quello che mi serve, una scopa e una pezza.
Dopo circa un paio d’ore di lavoro e aver riempito due secchi di foglie terra e fiori che al toccarli diventavano polvere, il mausoleo è quasi decente.
La pioggia comincia a scemare.
Altri cinque minuti e potrò uscire senza bagnarmi e cos……… “Grazie”. Un fantasma comparve da dietro l’ara.
Sulle prime rimasi un po’ stupito e anche stupido . “Di cosa?” risposi. “Di aver dato una pulita” “ Ah .. di nulla “ Risposi “ Ma che ci fai qui ?” Chiesi mentre mi giravo una sigaretta .
“Io sono Isidoro Alessi e sono uno dei tre guardiani di questa entrata.” Disse con tono fiero.
“E gli altri due sono? E chi eri per essere stato seppellito qui?” Chiesi. Le cose si stavano facendo divertenti, qualche altro aneddoto sulla famiglia. “Gli altri due sono andati a controllare la zona. Io quand’ero in vita servivo la famiglia Ombrafiorita come maggiordomo. Quando sono morto, vista la mia devozione alla Famiglia, mi hanno fatto guardiano di questa entra segreta di Casa.
Venga qui signorino Enrico Maria Onofrio R. Ombrafiorita che la spolvero di tutta la polvere che ha sui vestiti. “
Da prima il suo tocco era lieve e delicato e tutta la polvere la vedevo lasciare i miei vestiti e cadere a terra.
“Signorino mi scusi ma devo farlo” sentii la sua mano affondarmi nella spalla.
Il gelo del suo tocco mi colpi l’animo. Tirò via la mano e tra le dita teneva una specie di fango nero come la pece.
“Che cos’è quello schifo eh?”. Il fantasma se la porto al disopra della testa e la face cadere nella bocca. Da prima la cosa si mosse e poi spari nel fantasma.
“Quello che ha visto era una piccola maledizione che qualche maghetto le aveva fatto. D’adesso in poi non avrà più tutta quella sfortuna.”
La pioggia era smessa e l’odore di erba bagnata entrava nella Cappella. “Grazie dell’aiuto Isidoro adesso devo andare prima che ricominci a piovere. Quando rientro ti saluto ciao” dissi.”arrivederci signorino Enrico Maria Onofrio R. Ombrafiorita.”
Dopo molte ore, ritornai entrai nella piccola costruzione,” Grazie ancora Isi ci vediamo la prossima volta “ Entrai nela passaggio e poi dritto a casa.
Chi sa che cosa hanno combinato i mie parenti.
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