Cari Tutti,
Tenetevi forte, stiamo tornando!
Era da un pò che sentivamo troppo la vostra mancanza, ma sapete com'è, i bigletti costavano. Certo, esistono le compagnie low cost, ma davvero pensavate che Alex si facesse le gite fuoriporta in moto per diletto? Provando a prenotare ci è stato cortesemente risposto che il nome Ombrafiorita è purtroppo associato oltre che a biglietti pirata, a strani episodi pseudo-terroristici... così li hanno chiamati. Grazie fratello, non potevi proprio chiedere un toast invece di improvvisare un barbecue a bordo, vero? In parole povere siamo banditi da qualunque volo non sia British Airways.
Ieri mattina mi ha chiamato Aristide, e come se niente fosse mi ha comunicato che in serata avrebbe prestato servizio part-time alla festa di compleanno del principino William. "Sa signorina Veronica, mi sono sempre tenuto in contatto con Reginald, il maggiordomo di corte. Era il mio allievo migliore nel campo estivo per maggiordomi che tenni in Svizzera nel 1944". Ma non è tutto. Aveva ottenuto due inviti!!! Veronica e Kimmy a Buckingham Palace!!!
Ho subito staccato le tende della mia cameretta e nel giro di qualche ora tutto era pronto. Fortunatamente la cuginetta mi ha fornito vari accessori e un gioielliere mi ha voluto regalare una collana di rubini perfetta per il mio vestito.
Perfette.
In metro tutti ci guardavano, ero così felice che ho regalato 5 funghetti a dei ragazzini in tiro per andare a ballare. Tanto ne avevo un sacco, sia nello stomaco che nella borsetta.
Una volta arrivate (in ritardo) abbiamo pensato, come spesso accade, che gli inglesi sono davvero tipi bizzarri. Faceva decisamente freddo, eppure c'erano circa trecento persone nel parco - seduta su una sedia di pietra sotto un salice c'era la Regina! Nessuno aveva l'aria di divertirsi molto. Fortunatamente è arrivato subito Aristide che con perfetta calma inglese ci ha raccontato di come, mentre il Principino faceva il suo ingresso, fosse iniziato a piovere tè. Stranamente rosso, peraltro di ottima qualità. Il vero problema però erano stati i pasticcini: piccole teste di donna sprizzanti sangue dal collo mozzato avevano seguito il tè. A quel punto gli ospiti erano stati invitati a spostarsi in giardino.
Nessuno sapeva spiegarsi l'accaduto, ma la Regina dava in segreto la colpa a Camilla... l'ho sondata subito. Decisamente non era lei, anzi era una delle più spaventate. E lo spavento la rendeva più brutta che mai.
Nel frattempo Kimmy seguendo le sue attitudini si era avvicinata al principino che molto poco regalmente piangeva sconsolato in disparte. Brava cuginetta, questo sì che è un buon partito! Ma la cuginetta mi lanciava strane occhiate, secondo lei Willy nascondeva qualcosa. Non capiva che, tutto era troppo confuso e inglese, ma aveva combinato qualcosa di brutto, e la festa se l'era rovinata da solo.
Mente reale apriti, sono un'Ombrafiorita!
Miei dei che cretino.
Non sapendo come rompere con una ragazza di cui era stufo, aveva pensato bene di evocare lo spirito di uno in gamba in questo campo per chiedere consiglio: Enrico VIII. Libri più che utili per mettere in pratica l'operazione se ne trovano a bizzeffe da queste parti.
Miei dei che cretino.
Lui non gli ha risposto subito, visto che anche gli spiriti hanno una vita, e lo sciocco principino indignato ha pensato che l'operazione non stesse funzionando.
Miei dei che cretino.
Così ha lasciato perdere tutto e si è andato a preparare per la sua serata.
Il povero Enrico invece, avendo cara la monarchia, ha risposto non appena ne ha avuto il tempo. Il consiglio era fin troppo chiaro, del resto cosa altro ci si poteva aspettare da lui?
Fortunatamente, da spirito è una personalità più che ragionevole: quando Kimmy ed io siamo entrate a spiegargli la situazione ha subito voluto collaborare e si è ritirato. Un vero gentleman, ha insistito per darci la ricetta dei pasticcini.
Gli invitati si sono riaccomodati, sempre con estrema calma, all'interno e la festa è ricominciata. E' stata bellissima. La cuginetta ha approfondito la conoscenza con il principino e gli ha promesso di insegnargli qualcosa di utile, che non credo userà mai contro di lei: è cretino, ma a tutto c'è un limite!
Il bello è che la Regina è stata così entusiasta del nostro intervento (stranamente discreto...questo paese fa strani effetti, perfino a noi!) da regalarci, oltre ad abbondantissime scorte di tè reale e biscotti, due biglietti di prima classe per Roma, visto che questo era il nostro desiderio. Kimmy resterà qui invece: ha decisamente qualcosa da fare, o da farsi!
Mettete su l'acqua e spolverate le tazze, il tè lo portiamo noi!
mercoledì 5 marzo 2008
venerdì 14 dicembre 2007
A PRESTO
La fortuna, sembra incredibile, ha buttato un occhio in casa Ombrafiorita.
Aristide finalmente ha avuto la sua giusta ricompensa. Un giorno ha partecipato al concorso, che stava sulla scatola del thé (che compra sempre lui visto che noi non abbiamo mai un Euro) e ha vinto.
Incredibile ma vero.
Il premio consisteva in un viaggio a Londra per tre persone ma senza soggiorno.
Il problema è stato risolto subito dalla carissima cuginetta Kimmy, che facendo il classico trucco dello squillo e ha fatto due chiacchiere, con i suoi amici di Londra.
Dopo le due telefonate aveva trovato casa per se e Aristide.
Lei avrebbe dormito da un suo “amico”(così almeno dice ), mentre Aristide sarebbe andato a casa di certi amici di amici di amici in periferia.
Ma di sicuro Aristide non po’ rimanere solo e quindi Veronica ha deciso di fargli compagnia. Quindi adesso stanno li.
Molto probabilmente ritorneranno solo quando avranno rivinto il viaggio per Roma.
Secondo me ci rimangono.
Aristide finalmente ha avuto la sua giusta ricompensa. Un giorno ha partecipato al concorso, che stava sulla scatola del thé (che compra sempre lui visto che noi non abbiamo mai un Euro) e ha vinto.
Incredibile ma vero.
Il premio consisteva in un viaggio a Londra per tre persone ma senza soggiorno.
Il problema è stato risolto subito dalla carissima cuginetta Kimmy, che facendo il classico trucco dello squillo e ha fatto due chiacchiere, con i suoi amici di Londra.
Dopo le due telefonate aveva trovato casa per se e Aristide.
Lei avrebbe dormito da un suo “amico”(così almeno dice ), mentre Aristide sarebbe andato a casa di certi amici di amici di amici in periferia.
Ma di sicuro Aristide non po’ rimanere solo e quindi Veronica ha deciso di fargli compagnia. Quindi adesso stanno li.
Molto probabilmente ritorneranno solo quando avranno rivinto il viaggio per Roma.
Secondo me ci rimangono.
venerdì 9 novembre 2007
Guardando qua e la
Cari cuginetti, zietto collana e parenti vari . Mentre facevo ricerche nella biblioteca ho trovato il diario di Emilio Isidoro “ il sognatore “ Ombrafiorita . Leggete fino alla fine
Dal diario di Emilio I.
Roma 13/11/1771
Dopo un lungo viaggio nella terra Australe, sono tornato a Roma. E chi trovo a casa la cara Ermengarda che discuteva con Amelia dei Ripa. Amelia si vantava che le sue feste di Capodanno erano le più belle e le meglio frequentate da parte dei nobile romani.
Ermengarda era viola dalla rabbia. Leggendogli nella mente sentivo la sua furia aumentare ad ogni parola della “nobil donna “ . Purtroppo non ha segreti per me, carino lo stalliere, meglio lasciar stare prima di cadere nell’indecente.
Ermengarda si girò e mi guardò, ormai lo conoscevo bene quello sguardo “Per favore aiutami ad uscire da questa situazione non ne posso più delle “quanto sono belle le sue feste ,i suo amanti , dei suoi terreni strepitosi e di tutti i suoi strepitosi eccetera eccetera, prima che la riduco ad un tizzone ardente.”
A quel punto l’orgoglio di famiglia chiedeva vendetta e la invitai alla più strepitosa festa di Capodanno che Roma avesse mai visto.
Strano il suo comportamento si alzo stizzita e usci di casa così velocemente che non feci neanche in tempo a salutarla.
Ermengarda mi guardava cercando di capire se stavo scherzando o dicevo sul serio.
Gli ho detto di non preoccuparsi e che in Australia avevo imparato un pò di nuovi trucchetti che ci avrebbero aiutato.
Dal diario di Emilio I.
Roma 14/11/1771
Ermengarda questa mattina era irrequieta . Ormai la tensione si legge chiaramente sul suo viso.
Non ti preoccupare Erme ci pensa il tuo fratellino a far fare buona figura alla famiglia.
Il suo sguardo non è stato dei più fiduciosi.
Mi sono fatto portare un po’ di fogli di carta e dell’inchiostro.
Dal diario di Emilio I.
Roma 15/11/1771
Le lettere che ho scritto questa notte sono state spedite.
La sorellina finalmente mi ha datto il ben tornato. Ci sono voluti solo due giorni questa volta.
Poi mi chiese cosa avevo in mente.
Gli ho detto di non preoccuparsi e di lasciarmi fare.
Dal diario di Emilio I.
Roma 24/12/1771
Ormai manca solo una settimana, tutti gl’inviti sono stati spediti e le risposte alle mie 10 lettere sono arrivate. Procede tutto come da dovere e questa sera inizia la prima fase del piano.
Ermengarda ormai ha i nervi a fior di pelle. Mi ha affrontanto con fare minaccioso, chiedendomi cosa avevo in mente.
E a questo punto perché spiegarlo, meglio mostrarglielo.
Il suo furore si cambio in euforia e gioia.
Dal diario di Emilio I.
Roma 31/12/1771
Finalmente i miei ospiti sono arrivati li ho fatti accomodare nella casa della servitù.
Il piano è giunto all’ atto finale
Il mio vecchio amico Anselmo e sua moglie stanno adattando gli abiti e le tavole stanno per essere imbandite
Tra un po’ sarà ora di andare in scena.
Lungo il viale le torce sono state accese e tra un po’ arriveranno i miei ospiti.
Merda merda merda
Dal diario di Emilio I.
Roma 01/01/1772
Questo pomeriggio quando mi sono svegliato, con un po’ di terrore e un po’ di gioia.
Terrore perché le cose sono andate troppo bene, gioia perché le cose sono andate anche bene.
Qualche ricordo finalmente riaffiora dal troppo vino bevuto.
La Contessa Amelia dei Ripa era arrivata per ultima, come le tutte prime donne, si fanno aspettare.
Quando entrò nella gran sala la sua presenza attirò tutta l’attenzione su di e le sue splendide cortigiane.
Forse si era portata la compagnia per poter sparlare con qualcuno, ma per sua sfortuna avevo i miei amici che mi facevano da spalla.
Quando il primo si presentò alla baronessa si presento come “ Il sultano delle Isole Bilboa “ lo so che non esistono però, contavo sull’ignoranza della baronessa, e per fortuna lo è.
Poi arrivo la Reggina Mariunna un piccolo stato dalle parti dell’Australia.
La serata è continuata con balli, cibo, e vino in quantità.
Ermengarda non stava più nella pelle, sapeva cosa avevo in mente.
La festa in realtà non era stata che una banale festa. Però tutti si stavano divertendo.
Adesso toccava a me.
Feci allontanare la Contessa con un pretesto, vedi il figlio bello e aitante del sultano di Bilboa. Quando si chiusero in camera il mio complice gli fece bere un buon bicchiere di vino un po’ modificato con una polverina un po’ speciale. Che la fece cadere in un lieve sonno, e a quel punto sono entrato io in gioco.
Certo che quei aborigeni mi hanno insegnato bene.
Gli feci sognare di tornare nel salone ma quando aprì la porta la sala era sparita.
Si trovò in un posto tutto polveroso e pieno crateri e gl’invitati che si erano fermati a guardare, una pendola che stava sospesa a mezz’aria.
La ormai sbalordita Contessa rimase ancora più a bocca aperta quando in cielo invece di vedere la Luna vide una strana palla blu.
Amelia si voltò verso di me e mi chiese dove eravamo ed io gli risposi con tutta la calma “siamo sulla luna , le avevo detto che sarebbe stata una festa speciale” a questo punto, la nobil donna svenne tra le mie braccia.
Quando si riprese tutto era finito, tranne che la festa che durò fino alle 9 del mattino dopo.
In serata mi sono arrivati i complimenti da parte di Ermengarda. I suoi ospiti si erano divertiti.
Dal diario di Emilio I.
Roma 02/01/1772
Caro Enrico quando leggerai questo diario di allo zietto di passare nel deserto centrale australiano li ci sono degli indigeni molto simpatici.
Prima o poi ci ritroveremo.
Emilio Isidoro “ il sognatore “ Ombrafiorita
Dal diario di Emilio I.
Roma 13/11/1771
Dopo un lungo viaggio nella terra Australe, sono tornato a Roma. E chi trovo a casa la cara Ermengarda che discuteva con Amelia dei Ripa. Amelia si vantava che le sue feste di Capodanno erano le più belle e le meglio frequentate da parte dei nobile romani.
Ermengarda era viola dalla rabbia. Leggendogli nella mente sentivo la sua furia aumentare ad ogni parola della “nobil donna “ . Purtroppo non ha segreti per me, carino lo stalliere, meglio lasciar stare prima di cadere nell’indecente.
Ermengarda si girò e mi guardò, ormai lo conoscevo bene quello sguardo “Per favore aiutami ad uscire da questa situazione non ne posso più delle “quanto sono belle le sue feste ,i suo amanti , dei suoi terreni strepitosi e di tutti i suoi strepitosi eccetera eccetera, prima che la riduco ad un tizzone ardente.”
A quel punto l’orgoglio di famiglia chiedeva vendetta e la invitai alla più strepitosa festa di Capodanno che Roma avesse mai visto.
Strano il suo comportamento si alzo stizzita e usci di casa così velocemente che non feci neanche in tempo a salutarla.
Ermengarda mi guardava cercando di capire se stavo scherzando o dicevo sul serio.
Gli ho detto di non preoccuparsi e che in Australia avevo imparato un pò di nuovi trucchetti che ci avrebbero aiutato.
Dal diario di Emilio I.
Roma 14/11/1771
Ermengarda questa mattina era irrequieta . Ormai la tensione si legge chiaramente sul suo viso.
Non ti preoccupare Erme ci pensa il tuo fratellino a far fare buona figura alla famiglia.
Il suo sguardo non è stato dei più fiduciosi.
Mi sono fatto portare un po’ di fogli di carta e dell’inchiostro.
Dal diario di Emilio I.
Roma 15/11/1771
Le lettere che ho scritto questa notte sono state spedite.
La sorellina finalmente mi ha datto il ben tornato. Ci sono voluti solo due giorni questa volta.
Poi mi chiese cosa avevo in mente.
Gli ho detto di non preoccuparsi e di lasciarmi fare.
Dal diario di Emilio I.
Roma 24/12/1771
Ormai manca solo una settimana, tutti gl’inviti sono stati spediti e le risposte alle mie 10 lettere sono arrivate. Procede tutto come da dovere e questa sera inizia la prima fase del piano.
Ermengarda ormai ha i nervi a fior di pelle. Mi ha affrontanto con fare minaccioso, chiedendomi cosa avevo in mente.
E a questo punto perché spiegarlo, meglio mostrarglielo.
Il suo furore si cambio in euforia e gioia.
Dal diario di Emilio I.
Roma 31/12/1771
Finalmente i miei ospiti sono arrivati li ho fatti accomodare nella casa della servitù.
Il piano è giunto all’ atto finale
Il mio vecchio amico Anselmo e sua moglie stanno adattando gli abiti e le tavole stanno per essere imbandite
Tra un po’ sarà ora di andare in scena.
Lungo il viale le torce sono state accese e tra un po’ arriveranno i miei ospiti.
Merda merda merda
Dal diario di Emilio I.
Roma 01/01/1772
Questo pomeriggio quando mi sono svegliato, con un po’ di terrore e un po’ di gioia.
Terrore perché le cose sono andate troppo bene, gioia perché le cose sono andate anche bene.
Qualche ricordo finalmente riaffiora dal troppo vino bevuto.
La Contessa Amelia dei Ripa era arrivata per ultima, come le tutte prime donne, si fanno aspettare.
Quando entrò nella gran sala la sua presenza attirò tutta l’attenzione su di e le sue splendide cortigiane.
Forse si era portata la compagnia per poter sparlare con qualcuno, ma per sua sfortuna avevo i miei amici che mi facevano da spalla.
Quando il primo si presentò alla baronessa si presento come “ Il sultano delle Isole Bilboa “ lo so che non esistono però, contavo sull’ignoranza della baronessa, e per fortuna lo è.
Poi arrivo la Reggina Mariunna un piccolo stato dalle parti dell’Australia.
La serata è continuata con balli, cibo, e vino in quantità.
Ermengarda non stava più nella pelle, sapeva cosa avevo in mente.
La festa in realtà non era stata che una banale festa. Però tutti si stavano divertendo.
Adesso toccava a me.
Feci allontanare la Contessa con un pretesto, vedi il figlio bello e aitante del sultano di Bilboa. Quando si chiusero in camera il mio complice gli fece bere un buon bicchiere di vino un po’ modificato con una polverina un po’ speciale. Che la fece cadere in un lieve sonno, e a quel punto sono entrato io in gioco.
Certo che quei aborigeni mi hanno insegnato bene.
Gli feci sognare di tornare nel salone ma quando aprì la porta la sala era sparita.
Si trovò in un posto tutto polveroso e pieno crateri e gl’invitati che si erano fermati a guardare, una pendola che stava sospesa a mezz’aria.
La ormai sbalordita Contessa rimase ancora più a bocca aperta quando in cielo invece di vedere la Luna vide una strana palla blu.
Amelia si voltò verso di me e mi chiese dove eravamo ed io gli risposi con tutta la calma “siamo sulla luna , le avevo detto che sarebbe stata una festa speciale” a questo punto, la nobil donna svenne tra le mie braccia.
Quando si riprese tutto era finito, tranne che la festa che durò fino alle 9 del mattino dopo.
In serata mi sono arrivati i complimenti da parte di Ermengarda. I suoi ospiti si erano divertiti.
Dal diario di Emilio I.
Roma 02/01/1772
Caro Enrico quando leggerai questo diario di allo zietto di passare nel deserto centrale australiano li ci sono degli indigeni molto simpatici.
Prima o poi ci ritroveremo.
Emilio Isidoro “ il sognatore “ Ombrafiorita
giovedì 1 novembre 2007
Piove... Il cielo è grigio e piove... Guardo fuori e mi sento malinconica. Dovrei sistemare la mia camera. Chiederò ad Aristide di aiutarmi quando avrà finito di sfaccendare in cucina. Ma che starà facendo mai? Sempre rape, solo rape, pranzo e cena rape. Parigi... Quanti ricordi... Mi manca il lusso e la spensieratezza di quei giorni... Quei giorni che non sembrano più appartenermi. Questa è la mia nuova vita. Rape, 1 filtro di te per 6 persone, tende rotte, divani laceri. Ma finalmente, dopo anni, mi sento a casa, forse più di quanto non mi sia mai sentita, neppure a Parigi. Finalmente ho la famiglia che non ho mai avuto e per quanto siano matti mi vogliono bene. Sento ancora l'odore di bruciato delle mie splendide scarpe D&G... Angelo e i suoi moralismi del cavolo... Quelle scarpe mi erano costate € 8.000,00 ed erano pezzi quasi unici... Non ho avuto ancora il coraggio di buttarle, ma sono sicura che Aristide prima o poi me le farà sparire... Basta! Andrò a cercare lo zio così magari gli chiedo di insegnarmi qualcosa di interessante sulle varie erbette che crescono in giardino...
mercoledì 24 ottobre 2007
domenica 7 ottobre 2007
mercoledì 5 settembre 2007
Grazie
Questo lo dedico al mio grande amico. a colui che mi ha dato una mano a mettere pace tra Angelo e Alex. Spike
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